Non puoi andare a Napoli e non assaggiare i gustosissimi panini della tradizione napoletana, si trovano in ogni panificio e rosticceria. I Panini Napoletani sono una bomba di calorie perché ripieni di uova sode, salumi e formaggio, ma vale la pena peccare! Sono perfetti da presentare ad un aperitivo se realizzati in misura inferiore ed su un bouffet sono i primi a terminare, vi assicuro. La ricetta da realizzare è molto semplice anche se non sembra, vi potete anticipare anche nella preparazione, conservateli chiusi in un contenitore ermetico perché sono ottimi anche se consumati il giorno dopo.
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mercoledì 8 febbraio 2017
Panini Napoletani
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martedì 17 gennaio 2017
Ciambella rustica con treccine
Io adoro le torte rustiche e se sono ciambelle che riescono
col buco meglio ancoraaa! Mi sono divertita tanto nel realizzare questa
ricetta, intrecciare tante treccine è
stato rilassante. Questa è una ricetta molto indicata da presentare per un
bouffet, potete variare il ripieno modificando gli ingredienti con quello di
vostro piacimento. Anche se realizzata in anticipo si conserva in un
contenitore chiuso a temperatura ambiente
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giovedì 13 ottobre 2016
Babà rustico, impasto con patate
Il Babà! Dopo la mia ricetta del Babà , il re dei dolci napoletani, vi presento la versione salata o meglio rustica
del Babà . Un impasto morbido a base di farina e patate, arricchito da
ingredienti a piacimento. In questo caso io ho aggiunto salame e formaggio, ma
voi potete utilizzare anche olive, funghi, verdure ecc. Può essere preparato
anche in anticipo il giorno prima e conservato coperto affinché non si secchi.
Ottimo come idea buffet perché buono e gustoso anche freddo. Diciamo che il
Babà fa sempre la sua figura su tutte le tavole e per ogni occasione !
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domenica 28 febbraio 2016
Torta Pasqualina salata a lievitazione naturale. Pronti per la Pasquetta?
Torta Pasqualina salata a lievitazione naturale. Pronti per la Pasquetta ?
State organizzando una gita fuori porta, una scampagnata o un pic-nic all’aria aperta per il Lunedi’ in Albis? Sapete cosa non deve mai mancare nel cestino del pranzo? Ovvio! La torta salata Pasqualina, quella che si prepara in anticipo e che si gusta ancora meglio se consumata un paio di giorni dopo. Io l’ho preparata oggi con il mio lievito naturale che ho rinfrescato stamattina appena svegliata, realizzando una torta salata morbida, dal profumo e dal sapore genuino. La versione più conosciuta della torta Pasqualina è quella con ripieni alle verdure (spinaci, bietole, broccoli) e ricotta .
La mia Torta salata è invece di tradizione familiare , una ricetta centenaria tramandata dai nonni di mia nonna, da generazioni a generazioni. Si conservava fuori dal frigo per giorni e giorni e si portava avvolta nei tovaglioli di stoffa come pasto quando si lavorava in campagna o quando ci si allontanava da casa per una gita tra parenti ed amici. Io sinceramente la preparo spesso durante l’anno anche quando allestisco i miei bouffets di compleanno, piace a tutti grandi e piccini, buona calda, ma soprattutto fredda. Provatela e non l’abbandonerete mai!
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venerdì 12 giugno 2015
Torta salata alle verdure
Questa fantastica torta salata dall’aspetto invitante e scenografico è una delle preferite in famiglia e la fa sempre da padrona su tutti i miei bouffets delle feste. L’ha trovò tempo fa mio marito navigando in rete e se ne innamorò da allora fa parte della nostra agenda di ricette. E’ molto semplice da realizzare ed incontra i gusti di tutti amanti e non delle verdure per la dolcezza delle carote e delle zucchine che si sposano bene con la besciamella aromatizzata alla noce moscata. E’ una ricetta ideale da preparare per un pic-nic, per una cenetta a freddo ottima sia tiepida che fredda.
martedì 25 febbraio 2014
Cavolo! Che Quiche Lorraine
Sì è proprio una quiche lorraine coi cavoli! VoleVo camuffare il cavolfiore in qualcosa di rustico per poterlo far mangiare anche ai miei bimbi così ho improvvisato questa quiche lorraine ai cavoli (cavolfiore e broccoletti o cavolo broccolo) ai quali ho aggiunto i classici ingredienti della quiche: salumi, formaggi, uova ecc. Quando l’ho portata in tavola, una sorpresa impensabile. I bimbi incuriositi dalla forma e dai colori non hanno esitato ad assaggiarla, ma che dico ! A divorarlaaa.
lunedì 27 gennaio 2014
Treccia danese con pasta matta
Questa treccia scenografica è stata preparata con la pasta matta con ricotta. E’ la prima volta che utilizzo questa pasta che è meravigliosamente morbida da lavorare e facilissima da preparare, dal risultato sorprendente. La pasta matta con ricotta può essere considerata una valida alternativa alla pasta sfoglia, a quella frolla , alla briséé perché si presta sia per le preparazione salate che per quelle dolci con l’aggiunta, ovviamente dello zucchero. Si possono creare crostate, tartellette, stuzzichini o qualsiasi altra preparazione di fantasia. Io l’ho utilizzata per creare la treccia danese salata, veloce da realizzare e che è possibile farcire con i ripieni più svariati. L’ho preparata per un bouffet di compleanno ed ha fatto la sua scena. Sempre buona sia tepida che fredda, quindi può essere preparata anche in anticipo ed eventualmente riscaldata al momento di servirla.
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sabato 2 novembre 2013
Treccine al latte
Anche queste simpatiche treccine erano sul bouffet che ho preparato per l’onomastico di mio figlio Francy. L’idea mi era venuta per attirare i bambini che, incuriositi dalla forma li avrebbero subito assaggiate, ma devo dire che tutti i miei ospiti sono stati attirati nella trappola della golosa curiosità. Sono molto soffici e leggere. Ho conosciuto questo piatto in rete ma l’ho poi rivisitato aggiungendo, tra l’altro, maggiore quantità di latte tra gli ingredienti proprio perché volevo che piacessero ai bambini e fossero più morbide. Anche se riscaldate il giorno dopo mantengono la loro originale sofficità, quindi potranno essere preparate con anticipo se volete proporle ad una festa. Non fate come me che ho preparato quasi tutto in un solo giorno e mi sono autodistrutta !
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martedì 1 ottobre 2013
Ventaglio di pan briosche, simile a quello delle sorelle Simili

Questa famosa preparazione l’ho scoperta navigando in rete, è la ricetta perfetta per un pan brioche soffice e delicato, delle rinomate fornaie bolognesi Margherita e Valeria Simili, che ho osservato quasi alla lettera prendendomi la licenza di apportare piccolissime varianti all’impasto e di modificare totalmente il ripieno. Quello originale prevede abbondante prosciutto cotto e parmigiano, che io sostituito con pancetta, peperoni fritti e parmigiano, giusto per dare un sapore più deciso e sapido al tutto. L’impatto scenico di questo piatto è notevole, la forma a ventaglio caratteristica di questo pan brioche si presta ad essere servito semplicemente su in vassoio per un bouffet di compleanno o per una cena a freddo. Farà da padrona!
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lunedì 27 maggio 2013
Bruscandoli in quiche
Oggi inauguro con immenso piacere la collaborazione con un insigne esperto culinario, Giuseppe De Caro, amico fraterno, che ha gentilmente messo a disposizione del mio blog la sua esperienza e la sua versatilità nel campo.
Luppolo selvatico o “bruscandoli” erbetta internazionale.
Sono chiamati bruscandoli, i gettiti spontanei del Luppolo selvatico (Humulus lupulus), considerato spesso impropriamente erbetta; in realtà è una pianta erbacea, perenne, rampicante (una liana), della quale si raccolgono e si gustano i getti. Hanno una lunghezza di 20 cm ma possono raggiungere i sette metri di altezza. Vengono raccolti in primavera, tra marzo e maggio lungo le siepi, in mezzo ai rovi , sulle rive dei corsi d'acqua, ai margini dei boschi, in pianura, in collina e in montagna. La parola bruscandolo viene fatta derivare dal veneto bruscare, che vuol dire potare le viti, cimare. Il suo nome botanico Humulus lupulus farebbe pensare all' “erba dei lupi”. Una pianta libera e selvatica come il lupo. In Lombardia si chiamano “asparagina”, “luvertìn” in Piemonte, “lavertìn” in Monferrato, “luperi” in Umbria, “vartìs” in Emilia-Romagna, “urtizon” in Friuli, “viticedda” nel Cilento. I germogli del luppolo sono ipocalorici e hanno proprietà tonificanti, rinfrescanti, diuretiche e lassative. Sono considerati anche purificatori del sangue, stimolanti delle funzioni epatiche e sedativi. Combattono la cellulite, purché cucinati con pochi grassi.
Sono chiamati bruscandoli, i gettiti spontanei del Luppolo selvatico (Humulus lupulus), considerato spesso impropriamente erbetta; in realtà è una pianta erbacea, perenne, rampicante (una liana), della quale si raccolgono e si gustano i getti. Hanno una lunghezza di 20 cm ma possono raggiungere i sette metri di altezza. Vengono raccolti in primavera, tra marzo e maggio lungo le siepi, in mezzo ai rovi , sulle rive dei corsi d'acqua, ai margini dei boschi, in pianura, in collina e in montagna. La parola bruscandolo viene fatta derivare dal veneto bruscare, che vuol dire potare le viti, cimare. Il suo nome botanico Humulus lupulus farebbe pensare all' “erba dei lupi”. Una pianta libera e selvatica come il lupo. In Lombardia si chiamano “asparagina”, “luvertìn” in Piemonte, “lavertìn” in Monferrato, “luperi” in Umbria, “vartìs” in Emilia-Romagna, “urtizon” in Friuli, “viticedda” nel Cilento. I germogli del luppolo sono ipocalorici e hanno proprietà tonificanti, rinfrescanti, diuretiche e lassative. Sono considerati anche purificatori del sangue, stimolanti delle funzioni epatiche e sedativi. Combattono la cellulite, purché cucinati con pochi grassi.
Era frequente nel passato vedere ragazzini che li vendevano ai crocicchi di strade. Adesso si trovano in tanti negozi e spesso anche nei supermercati. E' un commercio che si va affermando nelle aree dove da sempre il bruscandolo cresce e viene raccolto (regioni settentrionali e centrali), ma anche all'estero. A Berra, in provincia di Ferrara, ogni anno, dal 1993, gli viene dedicata una “Sagra mondiale”.Una leggenda, che non pare proprio leggenda, dice che quest'anno il primo chilo raccolto sia stato pagato da un ristoratore trevigiano 50 euro. Mediamente si va dai 25 ai 30 euro al chilo. Dipende dalla qualità, dalla disponibilità di prodotto e, ovviamente, dalla richiesta che è comunque sempre molto sostenuta. Il miglior periodo per utilizzare i bruscandoli è certamente la primavera;con le cime fresche di questa erbetta, si possono realizzare zuppe casarecce, lasagne , ma soprattutto ottimi risotti e frittate. Una volta raccolti vanno utilizzati il prima possibile per poterne apprezzare appieno il sapore, che è veramente molto particolare.
Per prepararli, lavateli bene, tamponateli con un canovaccio e tagliateli a mano come se si trattasse di prezzemolo, tritato in forma un po’ grossolana.
INGREDIENTI PER UNA TEGLIA DI 26 CM DIAMETRO
- 500gr. bruscandoli in cime
- 1 scalogno
- 400 ml panna fresca al 34%
- 400 gr. uova
- 1 rotolo pasta brisè
- parmigiano grattugiato q.b.
- 100 gr. burro
- noce moscata q.b.
- sale q.b.
- pepe q.b.
- burro q.b.
PROCEDIMENTO
Ricavare le cime dai bruscandoli, eliminando il gambo, più duro e spesso amaro, lavarle con cura e tamponare con un canovaccio. In una padella larga sciogliere il burro ed unire lo scalogno tritato. Aggiungere le cime dei bruscandoli e far insaporire per 5-6 minuti circa.
Infornare a 180° per 30 minuti circa in forno ventilato.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Cucchiaio e Pentolone:
Cucinando con le foglie.
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giovedì 16 maggio 2013
Muffin alle noci, gorgonzola e broccoli
Ingredienti per 44
muffin
- 340 gr. farina di grano tenero tipo 00
- 100 gr. farina di grano tenero tipo 0 Manitoba
- 4 uova
- 250 gr. yogurt bianco
- 1 spicchio di aglio
- 250 gr. broccoli già scaldati
- 100 gr. di gherigli di noci
- 50 gr. olio evo
- 85 gr. olio di semi
- 230 gr. gorgonzola
- 8 gr. cremor tartar, 4 gr. bicarbonato di sodio, 2 cucchiaini di zucchero (oppure 1 bustina. di lievito istantaneo per torte salate)
- sale q.b.
PROCEDIMENTO
In padella rosolare l’aglio con l’olio evo ed
aggiungere i broccoli già scaldati e strizzati. Rosolare per 3 circa minuti e
salare. Lasciare raffreddare e tagliuzzarli. In una terrina sbattere le uova, lo
yogurt e l’olio. Setacciare le farine col lievito e unire lo zucchero.
Unire all’impasto i broccoli, le noci tagliate grossolanamente ed i fiocchetti di gorgonzola, amalgamando il tutto con una spatola. Aggiustare di sale.
Imburrare ed infarinare i
pirottini di carta per muffin. Versare in un sach a posh l’impasto e riempire gli stampini
non oltre la metà dal bordo.
Infornare in forno preriscaldato
statico a 180° per 25 minuti circa. Lasciare raffreddare o servire tiepidi.
Si possono preparare anche un
giorno prima e conservare una volta raffreddati in un contenitore ermetico .
Prima di servire vanno rinvenuti un paio di minuti in microonde o in forno per
5 minuti circa giusto il tempo di far ammorbidire all’interno il gorgonzola.
Sono un raffinato antipasto e anche un gustoso finger-food per bouffet.
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mercoledì 15 maggio 2013
Saccottini di melanzane e crescenza
Ingredienti (4 persone)
- 1 rotolo di pasta sfoglia
- 2 melanzane
- 1 crescenza ( o formaggio morbido)
- 4 fette di salame napoletano
- 1 tuorlo
- 1 spicchio di aglio
- 3 cucchiai di olio evo (extravergine di oliva)
- 5 pomodirini pachini
- 40 gr. parmigiano grattugiato
- sale q.b
PROCEDIMENTO
Tagliare le melanzane alla julienne e lasciarle in un colapasta con una manciata di sale per circa 30 minuti con un peso sopra perché perdano l’umidità; in questo modo non si impregneranno d’olio durante la frittura. Trascorso il tempo, sciacquarle sotto l’acqua corrente, strizzarle ed asciugarle con un canovaccio o carta assorbente. Versare l’olio in una padella, unire l’aglio e le melanzane. Farle imbiondire per un 10 minuti appena. Salare.
Togliere l’aglio ed unire i pomodorini pachini lavati e tagliati in 4 parti. Cuocere per altri 5 minuti circa. Spegnere la fiamma e lasciare raffreddare.
Richiudere la pasta a modo di saccottino unendo tutti i lembi. Rivestire una teglia con carta forno. Porre sopra i saccottini, spennellarli col tuorlo d’uovo sbattutto e leggermente salato.Cuocere in forno preriscaldato a 200 ° ventilato, per circa 10 minuti. Quando li vedrete imbionditi spegnere il forno. Servire tiepidi. Decorare con melanzane fritte e ciuffetto di prezzemolo.
P.S.: potete variare il ripieno a vostro gradimento, sostituire il salame con lo speck; aggiunge del prezzemolo tritato all’interno o un cubetto di scamorza affumicata, io ho evitato la scamorza per non aumentare la sapidità del salame.
Io conservo sempre un rotolo di pasta sfoglia in congelatore da utilizzare al bisogno. Beh, se avete poco tempo per preparare un pranzo o una cena improvvisata, sicuramente questa ricetta vi risolverà il problema. Inoltre questo antipasto può essere un gustoso finger-food per un bouffet ed è buono anche freddo. Potete preparare le melanzane in anticipo anche due o tre giorni prima dell’utilizzo e conservarle in frigo, abbrevierete di molto il procedimento, ci vorranno solo 5 minuti per completare la preparazione dei saccottini.
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